Dimagrire e le emozioni: perdere peso con la testa sulle spalle

Dimagrire e le emozioni, qual è davvero il rapporto reale tra questi due elementi?

Sembrerà strano ma, pur conoscendo tutti cosa significhi il termine “sentimento”, in molti non riescono a definirlo.

Per comprendere il significato del un termine, adottiamo il metodo che si utilizza a scuola, almeno in quella che ho frequentato io,  e partiamo dall’etimologia della parola.

Il termine “sentimento” deriva dal termine latino “sentire” che significa percepire con i sensi.

Da wikipedia sappiamo che il sentimento è una forma di affetto e che si tratta di una condizione “cognito-affettiva” che dura di più rispetto ad un emozione e meno delle passioni.

Subito quindi comprendiamo che un’emozione non è una serie di sentimenti, facendo chiarezza su quello che in rete spesso si trova.

Sempre wikipedia ci indica che per emozione si intende una serie di stati mentali e fisiologici derivanti da stimoli.

Questi stimoli possono essere legati a fattori:

  • esterni,
  • interni,
  • naturali,
  • appresi.

Quindi per generare un’emozione occorre che ci sia un elemento scatenante (stimolo).

Dimagrire e le emozioni sono profondamente legati!

Stiamo parlando di dimagrire, quindi di cibo, di dieta, di stile di vita, di vita vissuta ecc.

Come si legano le emozioni con il cibo?

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Dimagrire e le emozioni.

Se hai un figlio è probabile che il tuo pensiero vada subito a lui.

Se non ce l’hai basta ricordarti di quando eri piccolo.

Durante le fase della crescita le mamma (ed anche i papà) italiani (ma non è un problema solo nostro) legano la cultura del cibo in maniera indissolubile alla psiche del bambino, sbagliando molti atteggiamenti.

Queste “legature” resteranno e condizioneranno l’intera esistenza del bambino quando sarà adulto

Dimagrire e le emozioni: prestiamo Attenzione!

Voglio farti degli esempi per capire meglio questo concetto.

Quando eri piccolo e facevi i capricci, con molta probabilità, ti davano della cioccolata o qualcosa di poco sano per calmarti.

Il risultato è stato Dolce uguale Consolazione.

Spesso ti obbligavano a finire il piatto per alzarti dalla tavola e magari giocare.

Il risultato è stato vedere il cibo come merce di scambio.

Peggio ti obbligavano a finire tutto anche se non avevi fame.

Il risultato è che, se non finisci tutto oggi, hai sensi di colpa.

Potrei continuare all’infinito!

Vogliamo parlare di quando la mamma dice al figlio

“Ah non mangi? L’avessero i bambini del terzo mondo!”

(Giuro l’ho sentito con le mie orecchie!).

Per un paese come l’Italia, dove, come recita la pubblicità, parliamo sempre di cibo, tanto che, riusciamo a parlare di quello che mangeremo la sera anche quando stiamo effettivamente seduti a mangiare a pranzo, questi errori educativi si pagano a caro prezzo.

La colpa, sia chiaro, non è di nessuno!

La tua mamma ti ha cresciuto esattamente come è stata cresciuta lei.

Ricordo sempre un aneddoto molto bello in merito.

Due fidanzatini si sposano e durante la prima settimana il marito vede un comportamento della moglie, quando cucina, molto strano: ogni volta che cucina una bistecca la taglia in due parti (togliendogli la soddisfazione di mangiarsela come si deve!).

Quando le chiede perché lei “giustamente” risponde perché è così che faceva sua mamma.

Il marito vuole vederci chiaro e alla prima occasione quant’è a pranzo dalla suocera gli chiede la stessa cosa alla madre e lei gli risponde ancora “giustamente” perché è così che faceva sua madre e quindi la nonna della sposina.

Non contento il marito va a trovare la nonna della moglie e, tra un discorso e l’altro, mosso dalla curiosità, gli rivolge la medesima domanda.

È a quel punto che la nonnina, lucidissima, se ne esce con un colpo di scena da maestro

“La tagliavo perché non avevo una padella grande abbastanza!” 🙂

Capito?

Quindi oggi le cose le sappiamo, non commettiamo errori perché chi ci ha preceduto non poteva saperlo.

Detto ciò, le emozioni incidono profondamente sul nostro modo di essere oggi.

Il problema è che le stesse, proprio perché possono essere frutto di stimoli appresi (errori indotti dall’esterno nel passato), vanno con il pilota automatico e ci stanno rovinando.

Qualche esempio?

  • Mangiamo perché siamo nervosi!
  • Mangiamo perché siamo tristi!
  • Mangiamo per auto-coccolarci!

Persino mangiamo quando siamo su di giri e felici….

Ecco perché dimagrire e le emozioni sono un tutt’uno oggi!

Quante scene nei film con l’attrice con il cuore trafitto per amore che affonda il cucchiaio in un barattolo da mezzo chilo di gelato?

dimagrire e le emozioni

Lucidamente chiediti… Che c’entra il cibo con queste emozioni (positive e negative che siano)?

Non è forse un contro-senso?

Se la nostra intenzione è quella di ritornare ad essere magre e restarci nel tempo dobbiamo dividere questi due concetti e comprendere che il dimagrire è strettamente legato a:

  • la comprensione e gestione dei comportamenti e delle emozioni che ci spingono ad abbuffarci o al disordine alimentare;
  • il conseguente “mangiare emotivo” che prende vari nomi asseconda dello stato cronico come ad esempio il tanto abusato termine “fame nervosa”, a cui si attribuisce sovente ed erroneamente gran parte delle colpe;

come già detto quando parlavamo dello yoga come un possibile strumento per dimagrire.

Dobbiamo riuscire a scindere per sempre le emozioni (sia positive sia negative) dalla parte della nostra testa che è dedicata ad alimentarci e sostenerci.

Dobbiamo riprenderci ciò che è nostro, cioè quella parte di cervello dedicata all’alimentazione e quindi al cibo, al gusto, al piacere e dividere il legame che la lega con tutto il resto.

Anche perché, sia chiaro, quando ci consoliamo con la cioccolata non vogliamo la cioccolata ma l’atto consolatorio che questa rappresenta.

Perché dimagrire con la testa si può ed il cuore (le emozioni per intenderci) deve essere utilizzato per altro mettendolo dove occorre.

Per farlo devi ricercare ed ottenere un metodo…

Semplicemente perché da sola non ce la fai e se ci riesci sarà un’impresa titanica, non avendo la direzione da seguire.

Andresti in autostrada con gli occhi bendati?

Su DSM hai, ad esempio, la possibilità di testare per 3 settimane il nostro metodo e poi decidere.

Prova il programma per ritornare ed essere magre naturalmente ed apprezza sin da subito i vantaggi immediati che ottieni ad intraprendere questo percorso.

Spezzando il legame tra dimagrimento ed emozioni potrai, infatti, comprendere che non ti occorreranno  mesi per iniziare a:

  • mangiare correttamente;
  • dormire meglio;
  • ritornare a respirare bene;

ad esempio e non dovrai aspettare “quando ritornerò in forma” o “quando avrò perso i primi 5 chili” per iniziare a godere di queste opportunità.

Questo ti farà essere più motivata e soprattutto ti farà comprendere che non puoi far leva solo sulla forza di volontà per ottenere risultati tangibili e duraturi.

 

Forse ti starai chiedendo come mai?

Perché non riuscirai a trovare motivazione ne tanto meno a servirti della sola forza di volontà fino a quando questi due elementi sono vincolati a ciò che li tiene in vita…. ed indovina cos’è?

Sì, esatto proprio le tue emozioni!

Sarebbe pretendere che la tua mente elimini da sola i suoi figli e le sue creature….

Secondo te lo farà mai?

Dimagrire e le emozioni è una faccenda seria!

Alla prossima!

Franca

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