Dieta chetogenica: cos’è e quali pericoli per la salute nasconde

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Abbiamo già parlato della dieta chetogenica quando abbiamo visto la Dieta Atkins , ed abbiamo compreso (lo spero vivamente) il motivo per il quale le Diete Low Carb, come molte altre “diete”, non dovrebbero nemmeno essere prese in considerazione.

A suo modo, infatti, sappiamo che, qualsiasi regime nutrizionale che riduce l’apporto di carboidrati ed induce l’organismo ad auto-produrre il glucosio necessario per la sua sopravvivenza, può essere ritenuto una dieta di questo tipo… Non solo l’Atkins rientra in questa categoria, quindi, ma anche la Paleo, la Dukan ecc.

Ma sappiamo davvero cosa questi regimi alimentari comportano?

La dieta chetogenica

dieta chetogenicaIl glucosio è fonte principale di carburante che usa il corpo.

Quando non c’è un livello sufficiente di energia e i livelli di glicogeno sono esauriti, la glicemia e l’insulina si abbassano e il corpo cerca una fonte alternativa di carburante, che il più delle volte, corrisponde al grasso corporeo.

La dieta chetogenica, in effetti, sfrutta gli stessi processi che si instradano, sia quando una persona digiuna in modo prolungato, sia quando c’è un prolungato esercizio fisico come avviene per i maratoneti.

Quando il corpo inizia a scomporre i grassi per ottenere energia da queste cellule, a causa di un processo noto come beta-ossidazione, si formano i chetoni, i mattoni che saranno utilizzati come carburante per il corpo e il cervello.

Questo processo si chiama chetosi.

Le persone che seguono una dieta chetogenica riducono volontariamente l’assunzione di carboidrati proprio per creare “artificialmente” i chetoni da cui estrarre energia.

L’organo maggiormente implicato in questa trasformazione è il “povero” fegato.

La dieta chetogenica e i chetoni

Molte persone usano quindi, i “benefici della chetosi” per:

  • diminuire la dipendenza dai carboidrati;
  • ridurre l’appetito;
  • bruciare più in fretta i grassi;
  • aiutare la pressione sanguigna a scendere;
  • migliorare il colesterolo;
  • perdere peso

ed altro ancora.

Tutto sulla carta sarebbe stupendo, se non fosse che ciò comporta una disarmonia nel corpo e degli scompensi molto forti.

Per questo il fai da te è vietatissimo e bisogna, quanto meno, essere seguiti da un esperto in materia.

I chetoni visti da vicino

Tecnicamente esistono tre tipi di corpi chetonici:

  • Acetoacetate (AcAc)
  • Acido Beta-Idrossibutirrico (BHB)
  • Acetone

In realtà solo l’AcAc e l’Acetone (sì la stessa molecola che usiamo per pulirci le unghia smaltate) sono dei veri e propri Chetoni.

L’Acetoacetate che il Beta-Idrossibutirrato sono i diretti responsabili del trasporto di energia dal fegato ad altri tessuti del corpo.

Durante il processo di chetogenesi, l’ Acetoacetate è il primo chetone che si crea.

Il Beta-Idrossibutirrato si forma direttamente dall’Acetoacetate.

Il BHB, come accennato, non è tecnicamente un chetone, per via della struttura chimica.

L’Acetone, invece, è il corpo chetone più semplice e meno usato, che viene creato spontaneamente come un prodotto di scarto e secondario, in gran quantità, dell’ Acetoacetate.

Se l’acetone non è necessario ai fini energetici, presto si romperà, e sarà rimosso dal corpo come rifiuto attraverso l’alito o l’urina.

Per questo motivo i reni di chi è in chetosi lavorano il doppio!

Conosci qualcuno che emana “odori fruttati” con il suo alito?

Probabilmente ha un processo di chetosi in corso o peggio é in Chetoacidosi.

La dieta chetogenica, qualcosa di davvero controverso!

Alcuni sostenitori della dieta chetogenica sono convinti che assumere meno carboidrati possa migliorare le prestazioni fisiche e mentali, regolare l’appetito e abbassare la glicemia.

Sebbene degli studi abbiano di fatti dimostrato che la dieta cheto può ridurre le convulsioni per i bambini con epilessia, non ci sono prove che indicano come questa dieta, effettivamente, aiuti in altri disturbi cerebrali e migliora la cognizione mentale [Fonte Harvard Health Publishing].

Alcuni studi dimostrano come la dieta chetogenica possa relativamente abbassare lo zucchero nel sangue per le persone con diabete di tipo 2, ma anche in questo caso, non c’è sufficiente ricerca a lungo termine per determinare se questa sia davvero sicura ed efficace per chi soffre di diabete.

Per quanto riguarda la perdita di peso il dott. Konstantinos Spaniolas, direttore associato del centro metabolico e di perdita di peso Stony Brook di New York, conferma che

“Non c’è dubbio che la dieta chetogenica funzioni a breve termine”…

ma cosa succede nel lungo periodo?

La dieta chetogenica è solo un regime alimentare non una dieta!

In uno studio condotto proprio nel nostro paese nel 2015, su un campione di persone in evidente stato di obesità, è emerso che, con una dieta Low-Carb, i partecipanti hanno, di media, perso 26 chili in tre mesi!

Mica male tu dirai.

Bene, circa la metà dei partecipanti, però, pur restando a dieta per tutto l’anno, ha perso poco/pochissimo peso aggiuntivo nei 9 mesi successivi, segno che il corpo si abitua.

Anche in Spagna è stato condotto uno studio simile del 2014.

Si seguivano persone che avevano iniziato una dieta chetogenica a bassissimo contenuto calorico.

La media di perdita di peso è stata spaventosa: 44 chili in un anno!

Tutto bene se non fosse che un terzo del campione ha riacquistato nel giro di poco tempo tutto il peso ed oltre, poiché questa dieta non può essere sostenuta per sempre.

Lo ripeto se non fosse sufficientemente chiaro: la dieta chetogenica è un regime alimentare e non una  dieta per come la intendiamo noi.

La dieta chetogenica e il metabolismo

A favore della dieta chetogenica ci sono prove che le diete a basso contenuto di carboidrati possono aumentare il metabolismo.

Secondo un recentissimo articolo pubblicato il 14 novembre 2018 sul BMJ,  i ricercatori hanno scoperto che gli adulti in sovrappeso che hanno ridotto i carboidrati e aggiunto più grassi nella loro dieta, hanno bruciato circa 250 calorie in più ogni giorno, rispetto alle persone che praticavano diete a basso contenuto di carboidrati e proteine.

Questo studio è impressionante poiché è il più ampio, il più costoso e il più controllato nel suo genere.

164 adulti in sovrappeso hanno seguito diete basate su percentuali di carboidrati variabili (60, 40 o 20 percento).

Ciò che rende questa ricerca unica è che i partecipanti sono stati seguiti quasi H 24.

Chi ha partecipato a questo test ha ricevuto tutti i pasti (colazione, pranzo, cena e spuntini) e questo  significa che la qualità e la quantità di cibo era difatti coerente tra le persone di ciascun gruppo.

La coautrice dello studio Cara Ebbeling, PhD., del Boston Children’s Hospital è fermamente convinta, però,  del fatto che perdere peso non è solo questione di contare le calorie, come confermato da questa sua dichiarazione

“Le nostre osservazioni sfidano la convinzione che tutte le calorie siano le stesse per il corpo. Il nostro studio non ha misurato la fame e la sazietà, ma altri studi suggeriscono che le diete a basso contenuto di carboidrati riducono anche la fame, il che potrebbe aiutare con la perdita di peso a lungo termine”.

La dieta chetogenica è un business: fai attenzione!

Jeff Volek, Ph.D., R.D., professore di scienze umane presso la Ohio State University ci spiega che:

“Il fegato produce chetoni tutto il tempo ma il tasso dipende dal consumo di carboidrati e proteine. Quando la maggior parte della dieta è composta da carboidrati e proteine, la chetogenesi rallenta. Sostituire i carboidrati e le proteine ​​con il grasso metterà il corpo in chetosi, aumentando così la produzione di chetoni. Questo, però, richiede circa tre giorni per partire.”

E alla domanda

“Non si può assumere integratori chetonici?”

Risponde

“No, senza lo stimolo a basso contenuto di carboidrati, non c’è un aumento netto della produzione di chetoni, nessuna diminuzione dell’insulina e nessun aumento netto dell’ossidazione dei grassi”…

Ovvia conclusione: non fidarti di chi dice che puoi avviare il processo di chetosi rapidamente senza cambiare ciò che mangi.

La dieta chetogenica, la Keto Flu e altri effetti collaterali

Le persone che iniziano la dieta chetogenica spesso sviluppano la “Keto Flu” (Influenza chetogenica).

Poiché i loro corpi non sono abituati a mangiare pochi carboidrati,  durante questo periodo potrebbero avvertire:

  • mal di testa,
  • nausea,
  • stordimento,
  • crampi muscolari,
  • affaticamento.

I sintomi durano circa una settimana ed occorre rimanere idratati e dormire abbondantemente.

Oltre all’influenza Keto, potresti notare alcuni altri effetti collaterali spiacevoli.

L’acetone, come detto, è uno dei chetoni e, questa molecola, è la maggiore responsabile dell’alito cattivo.

Anche la stipsi rientra negli effetti collaterali poiché, il taglio dei carboidrati, riduce l’assunzione di fibre.

La dieta chetogenica: alcuni suggerimenti se proprio devi!

I regimi alimenti “particolari” hanno effetti se perdurano.

Il problema delle Low-Carb, come qualsiasi altra “Dieta”, è che non lasciano il tempo sufficiente per creare consciamente le abitudini alimentari corrette.

L’Uomo, come sai, odia le imposizioni e le catene, figuriamoci se si metterà a contare calorie per tutta la sua vita!

Esistono, però, delle piccole strategie che puoi mettere in pratica, qualsiasi sia il regime alimentare scelto, che ti aiuteranno in maniera attiva durante la “dieta” e per il mantenimento successivo.

Taglia i carboidrati vuoti

Invece di pensare ai carboidrati totali che stai mangiando, valuta cosa ti forniscono quei carboidrati.

Fatti delle domande…

La maggior parte dei carboidrati proviene da frutta e verdura, con un carico utile di fibre e antiossidanti che combattono le malattie?

Oppure

Attingo i miei carboidrati, sotto forma di zuccheri aggiunti (biscotti, caramelle, soda) o farina raffinata?

Se lo sai, sai cosa fare.

Non temere grasso

Come sempre la verità sta nel mezzo.

Quasi tutte le attuali ricerche confermano che l’equilibrio è il fattore vincente e che il grasso non va evitato.

Sfrutta questo principio rendendolo semplice.

Mangia almeno due porzioni alla settimana di pesce grasso (salmone, sardine, sgombro) e cucina con una varietà di grassi di qualità (olio d’oliva, olio di canola, olio di avocado) per tutta la settimana.

I carboidrati nascosti sono il tuo nemico numero 1

Assicurati di leggere attentamente le etichette nutrizionali e presta molta attenzione alle dimensioni delle porzioni.

In generale vige una regola che pochi ricordano: tutto quello che è industriale ha qualcosa di aggiunto e quelle sono sempre delle calorie in più.

Affidati e fidati della tecnologia

Sapevi che con esistono delle App che tracciano gli alimenti?

Edo, ad esempio, ti permette di conoscere cosa stai mangiando.

Come funziona?

Basta scannerizzare il codice a barre per sapere quali sono gli ingredienti e i valori nutrizionali dei prodotti alimentari.

Inserendo, inoltre, età e sesso, questa App, incrocia i dati mettendo in evidenza se il prodotto specifico soddisfa i tuoi fabbisogni nutrizionali.

Edo nasce per semplificare le complesse etichette alimentari e può essere una marcia in più.

Forse è arrivato il momento di dire Basta Diete?!?

Spesso dimentichiamo, però, che l’Emotività è la causa principale del nostro sovrappeso.

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Insieme ce la faremo!

Franca

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