Dieta Atkins: come e quando la Low Carb e la chetonica sono passate di moda

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Per comprendere sino in fondo i principi base della dieta Atkins, dobbiamo per forza partire dalla dieta chetogenica per poi parlare del suo ideatore il Dr. Robert Atkins.

Anche se il termine spaventa, per “dieta” chetogenica si intende qualsiasi regime nutrizionale che riduce l’apporto di carboidrati ed induce l’organismo ad auto-produrre il glucosio necessario per la sua sopravvivenza.

L’ Atkins è un regime alimentare “Low Carb” che si basa su questo principio.

Come nasce la dieta Atkins

dieta AtkinsCome Michel Montignac , anche Robert Atkins era un uomo in sovrappeso che aveva sperimentato qualsiasi cosa per ritornare in linea.

Classe 1930, Atkins nasce a Columbus.

All’età di 12 anni si trasferisce a Dayton per seguire il padre, noto ristoratore locale e detentore di una famosa catena di ristoranti.

Nel 1951 si laurea nell’Università del Michigan e nel 1955 consegue la specializzazione in Medicina al Cornell University Medical College.

Frequenta una stage presso lo Strong Hospital di Rochester di New York e, terminata la formazione in  cardiologia e medicina interna presso gli ospedali affiliati alla Columbia University, nel 1959 apre il suo studio privato come cardiologo nell’Upper East Side di New York.

Gli anni accademici portarono Atkins ad accumulare peso e a deprimersi.

Il cardiologo Newyorkese le provò tutte per dimagrire e rimettersi in forma ma nulla sembrava funzionare.

Atkins, però, non demorse e continuò le sue ricerche.

Così un giorno s’imbatté nella pubblicazione di  Alfred W. Pennington, basata sulla ricerca svolta da Pennington durante la seconda guerra mondiale a DuPont, che parlava della dieta chetogenica.

È a questa pubblicazione, apparsa sul  “Journal of the American Medical Association” (JAMA), che dobbiamo la nascita della dieta Atkins.

Ovviamente questo fu solo lo spunto giusto dal quale tutto partì.

Come Montignac, Atkins sperimentò tutto su stesso.

Solo dopo aver ottenuto i risultati sperati ed aver approfondito i motivi reali che lo portarono a perdere peso, pubblicò nel 1972 il best seller “Dr. Atkins’ Diet Revolution”.

Quest’opera diede il LA a moltissimi altri testi e alla costruzione del suo impero personale tra cui,  l’Atkins Franchise, la struttura commerciale che fornisce prodotti della dieta Atkins e l’Atkins Nutritionals di Ronkonkoma, la compagnia che gestiva l’intero patrimonio.

La dieta Atkins e l’ormone FMH

Gli ormoni sono delle sostanze secrete da determinate cellule del corpo che viaggiano nel nostro organismo per raggiungere cellule “Bersaglio” e trasportare informazioni.

Attraverso gli ormoni il nostro corpo comunica e regola molti processi tra cui anche quelli metabolici.

L’ipofisi secerne tantissimi ormoni tra cui l’ FMH (Fat Mobilizing Hormone).

Come già il nome suggerisce (tr: ormone che mobilita il grasso), questo ormone è messo in circolo per innestare il processo che consuma il grasso depositato nel nostro corpo e, più il nostro corpo ne secerne, più grasso viene eliminato.

La sfida era quindi capire come ottenere questo aumento.

Atkins  rilevò nei suoi studi  che, per aumentare la produzione di FMH, bisognava eliminare quasi del tutto zuccheri e carboidrati dall’alimentazione.

Proteine e lipidi, al contrario, non interferiscono minimamente in questo processo.

Con molta probabilità è proprio questo che ha reso la Dieta Atkins così famosa nel mondo.

Stare attenti al “cosa” si mangia non “a quanto” si mangia era un concetto innovativo per un’epoca in cui si prescrivevano solo e soltanto diete ipocaloriche.

Nella dieta Atkins,  da sempre, è solo l’apporto di carboidrati ad essere ridotto ad 1/6 rispetto alla quantità raccomandata dalle linee guida (pari a soli 20 g massimo al giorno) e non esiste limite per nient’altro, tutto il resto può essere mangiato fino a sazietà.

La dieta Atkins e i corpi chetonici

Anche se molto più complesso, una rappresentazione semplicistica in modo che tutti possano capire cosa succede è la seguente…

La fonte di energia per l’organismo umano è il glicogeno.

I carboidrati rappresentano una fonte di glicogeno immediata ma, non introducendoli, l’organismo deve ricercare questo componente (e quindi l’energia) nelle sue riserve naturali presenti sia nel fegato che nei muscoli, andando incontro ad una situazione di stress metabolico.

Il glicogeno di riserva è incapsulato da molecole d’acqua.

L’organismo, per servirsene, deve liberarlo dai liquidi, ecco allora spiegata la  consistente perdita di peso nella prima settimana di dieta in un regime di questo tipo dovuta alla perdita di acqua – Maggiori dettagli.

Terminate le scorte, l’organismo inizierà a trasformare i lipidi (grasso di riserva) ma, in assenza di carboidrati necessari per il processo di ossidazione, nella trasformazione saranno prodotti delle scorie (stato di chetosi) che entreranno in circolo nel sangue.

Atkins ha sempre asserito che questo fosse

“una condizione sicura, naturale e necessaria alla perdita di peso”

e, fino a pochi anni fa, questo non aveva contraddittorio.

Il cardiologo, venuto a mancare nel 2003, non ha avuto modo di seguire gli ulteriori sviluppi di questo tema.

La dieta Atkins e quello che forse non sai ancora

Recentemente sul JAMA (Journal of the American Medical Association),  è apparso uno studio che rende noto  che i soggetti che seguono l’Atkins perdono peso più per il basso apporto calorico di questa dieta che per la restrizione di carboidrati, demolendo, difatti, le basi di questo regime alimentare.

Lo studio, inoltre, stabilisce che non esiste alcuna correlazione tra i livelli di corpi chetonici nel sangue e la perdita di peso corporeo ed ancora rende noto che, uno stato di chetosi prolungato, può favorire la deplezione dei minerali nelle ossa e, quindi, è assolutamente da evitare… con buona pace di tutte le diete “Low Carb” che nel tempo si sono sviluppate come derivazione di questo regime alimentare.

Appare palese: la stessa rivista che ha fatto nascere questa dieta ne ha decretato la fine.

Oggi per nostra fortuna sappiamo anche che:

  • la chetosi può essere pericolosa sia per il fegato che per i reni;
  • una dieta ricca di grassi mette in pericolo il nostro apparato cardiovascolare e una ricca di proteine può far insorgere azioni tumorali;
  • le “Low Carb” non possono essere portate avanti da chi pratica sport o ha una vita sana attiva;
  • chi consuma pochi carboidrati sarà quasi sicuramente nel lungo periodo soggetto ad ipoglicemia e ipotensione e quindi risulterà debole ed affaticato.

Se ciò non bastasse, le possibili alitosi ed il nervosismo imperante, derivante dalla scarsa lucidità mentale legata al fatto che il nostro cervello non ha la possibilità di consumare glucosio in quantità necessarie, demoliranno le sfere sociali ed affettive.

Forse è proprio per ciò che sappiamo oggi che l’Atkins Nutritionals di Ronkonkoma, ha richiesto il Chapter 11 (amministrazione controllata per bancarotta) nel gennaio 2005 non trovando più mercato… E forse è arrivata anche per te l’ora di dire basta!

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