Dieta a Zona e come dire finalmente Basta Diete

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Il biochimico americano  Barry Sears, prima di farsi conoscere come uno dei padri fondatori della Positive Nutrition è universalmente riconosciuto come l’ideatore di una delle diete più famose al mondo: la dieta a Zona.

Questa dieta, nota anche come Dieta a Blocchi, è stata capace di mettere in moto un asset commerciale da fare invidia alle più grandi multinazionali e, tutt’oggi, viene consigliata come un rimedio miracoloso per perdere peso e tornare in forma.

Ma non è tutt’oro quello che luccica… voglio spiegarti il perché.

La Dieta a Zona

dieta a zonaNel 2015 Barry Sears ha pubblicato l’ennesimo libro su questa dieta,  “La Zona mediterranea”, in cui, come altri suoi illustri colleghi tra cui Dukan  , Montignac o Atkins (che tratteremo a breve), promette la panacea che tutti stavamo aspettando con un metodo che risolverà  sovrappeso e obesità nel mondo.

In realtà leggendo il libro ci si accorge ben presto che si tratta di un regime alimentare che sia con il termine Dieta che soprattutto con il concetto di Dieta Mediterranea non ha nulla a che spartire, in quanto, è l’ennesimo regime che denigra i carboidrati ma che, rispetto alla Dukan, complica la vita a chi vuole seguirla “costringendolo”, se non vuole impazzire, ad acquistare prodotti commerciali soprattutto per gli spuntini che prevede.

La Dieta a Zona ha più di 20 anni e, sin da quando è nata, fonda il suo regime alimentare sul famigerato 40-30-30, ovvero una proporzione di:

  • 40% di carboidrati;
  • 30% di proteine;
  • 30% di grassi,

da rispettare, secondo Sears, per una “corretta alimentazione”.

L’ennesima dieta che considera i carboidrati dei nemici da battere?

Sembra proprio di sì e sin qui nulla di strano, visto ormai che tutti i regimi alimentari moderni, per una ragione o per l’altra, prevedono un abbattimento di questo macronutriente in favore dell’uno o dell’altro.

La Dieta a Mediterranea, da sempre riconosciuta come una dieta sana, stabilisce le rispettive proporzioni di macronutrienti in 60-15-25.

La Dieta a Zona e le sue ragioni scientifiche

La strategia alimentare promossa e voluta da Sears fonda le sue origini su un unico scopo, riequilibrare la produzione degli eicosanoidi,  i super ormoni del corpo umano, utili per:

  • sistema cardiovascolare;
  • risposta immunitaria;
  • funzione renale;
  • coagulazione del sangue

e molto altro.

Sears attraverso i suoi studi comprese che l’equilibrio di questo superormone può essere raggiunto e mantenuto quando due altri ormoni:

  • insulina
  • glucagone

raggiugono determinate proporzioni e quantità.

Insulina Vs Glucagone

Insulima e Glucagone sono ormoni metabolici antagonisti.

Mentre l’insulina favorisce la lipogenesi, il glucagone combatte l’ipoglicemia.

Non tutti siamo nutrizionisti quindi è bene spiegare questo concetto.

L’insulina è un ormone importantissimo che svolge tantissimi compiti nel nostro corpo.

È questo ormone, nelle giuste proporzioni, che regola la metabolizzazione,  l’utilizzazione e il deposito nei diversi tessuti di zuccheri, proteine e lipidi, nonché è l’ormone che trasforma gli zuccheri in glucosio e regola l’appetito.

Avere troppa insulina in circolo nel corpo significa presentare insulino-resistenza (o sindrome X o sindrome metabolica o pre-diabete come viene anche chiamata).

L’organo preposto alla secrezione dell’insulina è il pancreas ed oggi, a causa dello stile di vita moderno spesso stressante, quasi tutti abbiamo troppa insulina in circolo.

Il  corpo umano è una macchina perfetta fino a quando viene trattato con rispetto.

Se l’insulina è stata prodotta in quantità eccessiva per anni,  le cellule del nostro corpo finiranno per ignorare le sue direttive.

Gli effetti sono devastanti ed una delle conseguenze sarà che il nostro corpo chiederà sempre più zuccheri ed avremo sempre più voglia di alimenti che li contengono, anche se potenzialmente ci sono già tantissime scorte attive da poter essere utilizzare.

Il Glucagone è un’ormone che, invece, avvia i sistemi metabolici che bruciano le riserve energetiche di deposito.

A volerla fare semplice, anche se il processo è molto più complesso, quindi, l’insulina deposita mentre il glucagone avvia al consumo.

Sears fonda le sue proporzioni (40-30-30) sul fatto che, mentre le proteine favoriscono la secrezione sia dell’insulina che del glucagone contemporaneamente, il consumo eccessivo dei carboidrati determina un aumento della glicemia e questa  scatena la sola secrezione dell’insulina (senza il glucagone che verrà prodotto in seguito se questo sarà necessario) poiché il corpo deve abbassare la concentrazione del glucosio nel sangue che altrimenti non sarebbe trasformato.

La logica conseguenza dell’eccessivo consumo di carboidrati, per la Dieta a Zona, dunque,  è il solo deposito (ingrassare) senza effettivo consumo.

Tutto questo protrebbe essere corretto se non fosse che…

La Dieta a Zona e la lotta “persa” in partenza con i carboidrati in Italia

Da sempre esiste una netta distinzione tra zuccheri semplici e zuccheri complessi rispettivamente a rapido o lento assorbimento.

I primi scatenato subito la secrezione dell’insulina, gli amidi no.

Sears non fa nessun distinguo in merito, tagliando una grossa fetta di carboidrati e l’unico consiglio che ci da è quello di ricavare questi macronutrienti preferibilmente da frutta o verdura.

Se si considera che alimenti come la pasta nei paesi anglo-sassoni  sono etichettati ad alto tasso glicemico (probabilmente per la loro lavorazione differente) mentre in Italia no, ecco che emerge una diversa cultura alimentare e diventa ancora più evidente che qualcosa sia effettivamente da rivedere sia per la “Zona Mediterranea”  che per la Dieta a Zona in generale nel nostro paese (e in tutta la fascia Mediterranea in genere).

Anche se ci stiamo Americanizzando con il consumo sempre più frequente di cibo spazzatura gli alimenti autoctoni che produciamo restano pur sempre i migliori al mondo.

La Dieta a Zona e le proteine

Se tutto ciò ancora non bastasse, devi sapere che, la SINU ( Società Italiana di Nutrizione Umana, Società scientifica senza scopo di lucro che riunisce gli studiosi e gli esperti di tutti gli ambiti legati al mondo della nutrizione), nel 2014 ha pubblicato delle tabelle che stabiliscono i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana (LARN) per ogni singolo macronutriente.

Tra queste, ovviamente, ci sono anche le proteine e la tabella relativa conferma che il fabbisogno di questo macronutriente per una persona in buona salute nel nostro paese va da un minimo di 0,75 a massimo 1 g di proteine per kg.

Tutto quello che eccede questa quantità farà malissimo in quanto non solo fegato e reni lavorano di più del dovuto (logorandosi prima), per eliminare l’eccesso di azoto prodotto nel metabolismo proteico, ma ci sarà anche una produzione di maggiori scarti che intossicherà il nostro corpo, acidificandolo (ciò che avviene in tutte le diete iperproteiche).

A calcoli fatti, Barry Sears consiglia un fabbisogno giornaliero di 1,10 g di proteine per kg di massa magra con le sue proporzioni (40-30-30), contravvenendo a queste raccomandazioni.

La Dieta a Zona, quindi, non è solo una dieta Low-Carb ma anche una dieta Iperproteica.

Come gestirsi e restare in Zona

Sears , al fine di offrire una strategia alimentare moderna, partendo dalle percentuali dei macronutrienti (che ripetiamo essere 40-30-30) offre un metodo per calcolare il quantitativo giusto di alimenti che devono comporre il nostro piatto attraverso il metodo a blocchi.

Partendo dal presupposto che ogni blocco sarà scomposto in 3 mini-blocchi o blocchetti composti da:

  • carboidrati;
  • proteine;
  • grassi

Sears ha stabilito che ogni blocco dovrà essere composto da:

  • 9 gr di carboidrati;
  • 7 gr di proteine;
  • 3 gr di grassi

rispetto al valore energetico (calorie) sviluppato da ogni singolo macronutriente (poiché i regimi alimentari vanno seguiti in Kcal).

Così ogni pasto principale sarà composto da più blocchi che partono da un minimo di 3 per una donna a un massimo di 5 per un uomo e gli spuntini saranno composti da 1 o 2 al massimo.

Se tutto questo può spaventare chi si avvicina a questo regime, si sappia che esistono diverse tabelle in rete che forniscono il numero di blocchi per qualsiasi alimento nonché software in grado di fare il calcolo per noi, tuttavia è pur sempre un processo macchinoso.

Per Sears, infatti, chi segue la Dieta dovrà mangiare cibo per almeno:

  • 11 blocchi, per una donna sedentaria e 12 blocchi per una donna mediamente attiva;
  • 13 blocchi, per un uomo sedentario o 16 blocchi per un uomo attivo.

suddivisi in 5/6 pasti durante la giornata di cui 2 principali e 3-4 spuntini (colazione e merende) mangiando ogni 5 ore (naturalmente mai di notte).

Un esempio forse chiarirà meglio il tutto.

Sappiamo che un blocco si suddivide in 3 mini-blocchi (carboidrati, proteine e grassi).

Un blocco per il pasto potrebbe essere composto da:

carboidrati =|> 30 grammi di Riso bianco oppure 640  grammi di Zucchine;

proteine =|>  20 grammi di Bresaola  oppure 30 grammi di Pollo;

grassi =|> 3 grami di olio d’oliva oppure 10 grammi di olive nere.

In caso dobbiamo consumare 4 blocchi per il nostro pranzo o moltiplichiamo le quantità per 4 oppure comporremo altri blocchi.

Se ad esempio vogliamo comporre 2 blocchi i su menzionati valori saranno:

carboidrati =|> 60 grammi di Riso bianco oppure 1.280  grammi di Zucchine;

proteine =|>  40 grammi di Bresaola  oppure 60 grammi di Pollo;

grassi =|> 6 grami di olio d’oliva oppure 20 grammi di olive nere.

Con questo metodo, quindi, dobbiamo stare sempre con la bilancia in mano.

Senza fare pubblicità, comunque è bene sapere che esistono molte multinazionali che confezionano il cibo per noi già diviso in blocchi, soprattutto quando parliamo degli spuntini e  queste industrie si sono specializzate, nel tempo, nel proporci non solo snack che soddisfano questi requisiti ma di tutto un po’.

Esistono ovviamente già libri con le ricette che riportano i grammi già calcolati…

Seguire la Dieta a Zona a lungo andare non è semplice quindi.

Per quanto tempo riusciresti a seguire un regime alimentare simile e soprattutto riusciresti a seguirlo se sei lontano dalla tua cucina e non hai la possibilità di prepararti il cibo?

Purtroppo:

  • la dieta a zona non è una “dieta” ma un regime alimentare;
  • vincola chi la segue ad una strategia alimentare senza creare i presupposti per instaurare delle corrette abitudini;
  • è un regime alimentare che ti obbliga a seguire determinati comportamenti e schemi imponendoteli;
  • richiede tempo per essere portata avanti ed è macchinosa;
  • è abbastanza scomoda da seguire;
  • è un regime alimentare ipo-calorico (14 blocchi corrispondono a 1200-1500 kcal al giorno, davvero poche!).

Inoltre per molti questo regime alimentare è impostato su percentuali di macronutrienti sbagliate e soprattutto a lungo andare è dispendiosa (gli snack costano un po’ così come i cibi già pronti) ed in ogni caso, se non si tratterà di soldi si tratterà del tempo che gli dedicherai per preparare i pasti.

Il tuo corpo va ascoltato e, se desideri ritornare ad essere una persona naturalmente magra, devi prima comprendere quelli che sono i comportamenti (e formare le abitudini) di chi ha “questa fortuna” (che è in verità un processo più che naturale).

Noi sappiamo come fare.

Dimagrire o il semplice essere e sentirsi in forma non è lo scopo ma la conseguenza.

A questo devi arrivarci senza imposizioni apprendendo l’arte di essere te stesso e la persona che meriti di diventare.

Sei stanca, sei stanco delle solite “diete”?

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