Che cos’è il digiuno depurativo?

Il digiuno

Perché il digiuno può aiutarci.

L’uomo è un essere che esiste a vari livelli oltre a quello fisico: la medicina attraverso tanti studi riconosce il ruolo fondamentale delle condizioni psico-emotive tra le cause di qualunque patologia.

Uno stress prolungato, un dolore affettivo, un trauma emotivo, hanno ripercussioni sull’organismo.

Attraverso le ghiandole endocrine e il sistema nervoso, accadono tanti cambiamenti nel sangue, così come in seguito ad un’emozione.

Infatti si generano tossine che inquinano il sangue e interferiscono con la funzione del sistema di difesa del corpo, è quindi semplice dedurre che anche una modifica fisica, come può essere un cambio di alimentazione, può interferire con il sistema endocrino o nervoso, insomma con le funzioni dell’organismo.

I benefici mentali del digiuno

digiuno depurativo

Il digiuno, da quello più dolce a quello con acqua, porta un immenso beneficio ai pensieri, permette la trasformazione delle emozioni negative e la pulizia dai pensieri “oscuri “.

Anche la mente è un meccanismo che risente dello stato di purezza del sangue: è dimostrato che pesticidi, sostanze inquinanti e acidificanti, influenzano la nostra attività mentale e di conseguenza le nostre emozioni.
Una mente più leggera riesce a vedere la vita e le sue circostanze con leggerezza e maggiore fiducia.

Il digiuno fai da te

Se si decide di iniziare, basta fermarsi un giorno a settimana, assumere anche solo frutta e verdura fresca di stagione e biologiche, restare tranquilli a casa, dedicarsi a brevi passeggiate.

Già in questo modo si permette al corpo di eliminare le sostanze pesanti accumulate.

La mattina successiva si può fare una colazione leggera con te verde o una tisana e ancora qualche cereale o mandorle.

In questo modo si rientra dolcemente nella routine alimentare quotidiana.

Chi voglia fare un digiuno più profondo può bere succhi di frutta e verdura fresca per uno due o massimo tre giorni.

Questa è una tappa successiva alla esperienza del digiuno di 24 ore.

È preferibile sempre restare in ambiente protetto per permettere al corpo di “lavorare” al meglio.

La ripresa dei pasti deve essere altrettanto progressiva e quindi prima frutta, poi verdura fresca e semi oleosi e in terza giornata un cibo cotto, meglio un cereale tipo quinoa.

Pane, pasta e caffè vanno ripresi il più tardi possibile, almeno tre giorni dopo la ripresa dell’alimentazione.

Le proteine animali come il formaggio vanno assunte a regime ormai reintegrato.

Come affrontare il digiuno per chi mangia proteine

Per chi mangia carne e pesce, è preferibile prima evitare questo tipo di proteine e dopo qualche giorno passare al crudo, magari per tre giorni.

Poi il mese successivo per una giornata può assumere i succhi freschi.

La carne, il pesce e i formaggi sono infatti inquinanti e acidificanti e bisogna procedere a tappe, altrimenti si avverte mal di testa e spossatezza a causa della forte depurazione.

Chiunque intraprenda questa strada noterà i vantaggi che apporta questo tipo di depurazione e naturalmente sentirà poi la necessità di rifare l’esperienza.

Per digiuni più lunghi è necessario consultare un esperto.

Evitare di procedere da soli almeno le prime volte può prevenire tanti inconvenienti e aiuta a trarre il massimo beneficio da questa meravigliosa pratica.

Vi consiglio di provare, almeno un giorno, io l’ho fatto ed ho ottenuto diversi benefici, tra i quali un contatto maggiore con il mio corpo e con lo stimolo della vera fame; ho iniziato a riconoscere la fame da noia o da compensazione di altri bisogni, dallo stimolo della fame reale.

Per domande e consigli non esitate a contattarmi!

Un abbraccio

Elisabetta

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