Comfort food: come ridurre il rischio senza rinunce

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Il cibo che conforta, il comfort food, oggi non è più l’eccezione ma la regola.

Se hai visto il video, più o meno, hai già capito di cosa stiamo parlando.

Bastano sapori, consistenze, profumi, aspetti, forme e colori per risvegliare in noi specifiche sensazioni .

In passato il nostro cervello ha ancorato meccanicamente a determinati alimenti delle sensazioni piacevoli e, quando abbiamo bisogno di tiraci su, chimicamente interagisce  con noi affinché affondiamo i nostri denti nel nostro cibo consolatorio preferito.

Il comfort food: si tratta davvero di una necessità?

Molti studi psicologici e sociali, sin dagli anni ’70, sembrano affermare che dal cibo che consola non possiamo proprio fuggire.

John Foreyt, Ph.D., del Behavioural Medicine Center del Baylor College of Medicine di Houston, ad esempio, semplice e diretto, spiega tutto in questo modo

“Quando siamo ansiosi o spaventati, torniamo ai cibi che associamo ai momenti di stress più basso, cioè con l’infanzia”

e secondo Rebecca Reeves, una famosa ricercatrice nel campo dell’obesità al Baylor College of Medicine

“Non dovremmo negarci cibi con attaccamenti emotivi, se ci priviamo, vogliamo solo mangiare sempre di più”

quindi, ti consiglio di non provarci nemmeno a negarteli.

Paese che vai comfort food che trovi

Il cibo consolatorio, del resto, non è un fenomeno solo Italiano.

Tutti gli uomini nel mondo hanno un proprio tipo di comfort food ed anche uno stile di vita sano non può preservarci da questo.

Il cibo consolatorio si lega inscindibilmente alle persone e diventa il precursore di felicità per eccellenza quando non siamo completamente a fuoco.

Così, mentre in Italia quando pensiamo ai cibi consolatori può venire in mente il ragù di mamma o la torta della zia, in Scandinavia il comfort food per eccellenza è il lutefisk , un piatto dall’odore molto forte a base di liscivia e pesce fermentato.

Anche gli Americani, ovviamente, hanno il loro cibo consolatorio.

Per uno Statunitense il polpettone deve essere accompagnato dal purè di patate e, questo piatto,  è il top per risvegliare belle sensazioni.

Comfort food: esistono differenza anche tra maschi e femmine

Se tutto ciò ancora non bastasse, altro dato rilevato negli studi è che il tipo di comfort food, spesso, cambia anche da un sesso all’altro.

Pare, infatti, che le donne ricerchino consolazione nei cibi dolci e zuccherosi mentre gli uomini nei cibi salati… Forse anche per questo Bridget Jones affondava il suo cucchiaio nel gelato quando si sentiva giù 😀

Cambia anche il modo di porsi verso il cibo da sesso a sesso.

Le donne associano al barattolo di marmellata un senso di colpa mentre gli uomini vedono la bistecca come una ricompensa.

Ciò nonostante, la cosa funziona, e dopo aver consumato il nostro cibo preferito ci sentiremo meglio…

Uscire da questo loop sembra apparentemente impossibile

Allora che fare?

Comfort foodAppena iniziai ad aiutare le persone a diventare Naturalmente Magre, mi accorsi che c’era sull’argomento Comfort Food qualcosa che non mi tornava.

Se da un lato è vero che chimicamente il cibo consolatorio faccia bene, dall’altro se il ricorso al comfort food diventa un’abitudine, una regola e non l’eccezione, rischiamo di farci davvero male e questo vale sia per le donne che per gli uomini.

Certo è vero che affondare il cucchiaione nella Nutella non fa bene ma è altrettanto vero che sfondarsi di patatine dopo cena sul divano con una birra ghiacciata non è il massimo.

Il rischio è trovarsi un Homer Simpson in casa presto o tardi! 😀

Abbiamo però detto che eliminare del tutto il cibo consolatorio non è possibile.

Il rischio concreto è mangiarne di più, un po’ come succede quando abbiamo davanti i famosi Cibi Light.

Esiste però la soluzione e come sempre arriva dal passato.

La storia ci insegna che

“Se non puoi combatterlo, fattelo amico”

ed ecco che arrivano in nostro soccorso le 3 R che, come in altre situazioni, possono davvero salvarci:

  • Reduce
  • Replace
  • Remove

ovvero:

  • Riduci
  • Sostituisci
  • Rimuovi

Come ridurre l’impatto del comfort food nella nostra vita

Anche se molte storceranno il naso, un metodo semplice per farlo è rimettersi ai fornelli, reinventando e modificando le ricette, in modo da tenere sotto controllo calorie e grassi.

Esistono molti “trucchi culinari” per farlo, che consentono di alleggerire i tuoi cibi preferiti senza perdere il sapore riducendo,  sostituendo e/o rimuovendo inutili ingredienti ricchi di grassi o zuccheri.

Alcuni esempi?

Non sono di certo Chef Cracco ma nel tempo ho imparato alcune cose.

Quando facciamo la spesa impariamo a leggere le etichette, tutto parte da qui.

I gelati light sono buoni lo stesso e contengono sempre meno calorie.

Un peccato di gola resta sempre un peccato di gola ma almeno assimileremo meno.

Il brodo chiaro e le zuppe a base di pomodoro sono generalmente a basso contenuto di grassi ma dobbiamo stare attente quando acquistiamo quelle in scatola, controllando sempre le calorie e i grammi di grasso sull’etichetta nutrizionale per essere sicure.

I biscotti e la pizza sono buoni e non possiamo farne a meno.

Acquistare biscotti industriali in un supermercato anche di una buona marca, però, significa sempre ingerire calorie in più.

Impariamo a farli a casa.

Prendiamo la classica ricetta che troviamo online e diminuiamo parte del burro o proviamo ad accostare una crema leggera o senza grassi nella ricetta. Il risultato ti stupirà.

Anche per la pizza è la stessa cosa.

Comprata o fatta in casa che sia, preferiamo quella con poco formaggio e riempiamola di verdure a piacere…

Se sono bianche da mettere in forno tanto meglio, le condiremo come crediamo scegliendo noi la mozzarella giusta e la sua quantità.

La pasta è buona.

Integrale, di grano duro, fatta a mano che sia la pasta è sempre buona.

Sono solo i condimenti che non lo sono.

Hai provato a ridurre la quantità di formaggio che ci metti sopra o sostituire/modificare il condimento?

Sembra una sciocchezza ma 50 calorie in più al giorno sono 18,250 calorie all’anno ovvero 2 chili da smaltire.

La carne questo mistero.

Ho detto più volte che tendo ad essere flexitariana .

Se tu mangi la carne rossa, elimina sempre la parte di grasso in eccesso sia prima della cottura che  dopo, qualora ci siamo ancora residui. Anche il pollo è un alimento che va maneggiato con cura e va eliminata sempre la pelle, specie quando non siamo sicuri al 100% della sua provenienza.

Il fritto

Se devi proprio friggere fallo con stile. L’olio migliore, che costa di più ma ne vale la pena, è quello di arachidi.

Se devi impanare impara a farlo alla grande. Esistono molti tipi di impanatura super-leggere provenienti dell’oriente. Cercale in rete, di tutorial siamo ormai piene.

Come vedi è possibile consumare comfort food stando attente e , di sicuro, hai tanti altri consigli utili.

Se vuoi condirli lascia un commento qui in basso, siamo curiose.

A presto

Franca

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